Intervista a Elena Rose

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Eccomi qui, tornata nel mio blog. Gli impegni con i miei romanzi sono cosi tanti che faticavo a fare tutto. Comunque prometto che torno a pubblicare. Oggi, per esempio, vi presento un romanzo da non perdere e un'intervista alla dolcissima autrice. Buona lettura.




Sunto


Ginny sedeva al suo tavolo preferito bevendo latte macchiato. Aspettava le amiche di una vita per una serata fatta di pettegolezzi e risate spensierate. Il telefono prese a squillare e il suo mondo si ritrovò, d’un tratto, in bilico sul bordo di un baratro. Caroline, la ragazza con cui aveva condiviso tutto fin dai primi mesi di vita, giaceva immobile sull’asfalto con i capelli sporchi di sangue. Un pirata della strada l’aveva strappata alla vita e alle braccia delle sue amiche. 
Da quel giorno per Ginny, nulla fu più lo stesso. I sorrisi avevano lasciato posto ai tormenti e i sogni erano stati sostituiti dal dolore. Ginevra si era chiusa nella sua bolla dove i ricordi erano banditi e il passato dimenticato, ma qualcosa o qualcuno l’avrebbero costretta ad affrontarli. 
Ian, con la sua schiettezza disarmante, cercherà di far tremare il suo mondo inventato, facendole scoprire il potere di un bacio e di un abbraccio. 

“La testa le diceva di scappare da quei disarmanti occhi blu, ma il cuore scelse di seguire un’altra via.” 

Un’emozionante storia che racconta come l’amore può curare le crepe di un’anima ferita.



Estratto

Ginny si chiuse in un silenzio imbarazzato e snervante, non riusciva a capire da dove iniziare. Prese un respiro profondo e strinse i pugni fino a far conficcare le unghie sui palmi delle mani. “Ian ti chiedo scusa.”, disse di getto, come per paura che quelle parole potessero scappare. “Vieni qui.”, disse lui. Le prese il viso tra le mani e la baciò con così tanta irruenza da farle quasi male. L’abbracciò stretta, avvolgendo le sue braccia attorno alla vita stretta e sottile di Ginny. “Non ti azzardare a cacciarmi ancora. Non lo fare mai più.”, disse lui tra un respiro e l’altro. Non si poteva sapere chi dei due necessitasse di più di quel tocco e di quel bacio. Sembravano entrambi in cerca di ossigeno che solo l’altro poteva dare. “Non lo farò più, promesso.”, rispose lei poggiando la testa sul suo petto caldo e rassicurante. Ian le porse la busta con l’invito alla serata di gala e scrutava la sua espressione per capire cosa provasse in quel momento. “Cos’è?”. “Un invito. Per la festa annuale della mia società. Vieni con me?”, chiese Ian. Sembrava più una supplica che una domanda. In quel momento Ginny avrebbe voluto piangere dalla gioia, il suo cuore pompava così veloce che il corpo le si riempiva di calore. Per tutto il giorno aveva pensato che Ian non avrebbe più voluto vederla. Lui aveva fatto tanto per conquistarla e lei lo aveva respinto. Ancora. Si immaginava di dover chiamarlo giorno e notte per riuscire a farsi perdonare ed era pronta ad affrontare tutto per lui. Forse anche quello che fino a quel momento non aveva mai preso in considerazione. Lui l’aveva perdonata. Di nuovo. Aveva riaperto le braccia per farla tornare a respirare senza che lei se lo meritasse. Era riuscito a vedere oltre quella rabbia e quell’orgoglio che riempiva la testa di Ginny. “Non mi merito tutto questo.”, disse con la voce rotta dall’emozione. “Senti... non mi è piaciuto quello che mi hai detto ieri sera. Non lo nego. Ma voglio pensare che non ci sia niente di irrimediabile e voglio farti capire che non sei sola come pensi.”, Ian prese fiato. “Non starò qui a guardare mentre ti distruggi con le tue stesse mani. Prima o poi dovrai uscire da questo tunnel, con le buone o con le cattive. E voglio che tu capisca che alla fine di quel tunnel ci sono io, pronto a prenderti se cadi.”, concluse. Aveva la voce roca, come se non riuscisse nemmeno lui a contenere l’emozione. “Ci proverò, te lo prometto. Solo, ti prego, dammi tempo.”, disse lei guardandolo. Una lacrima arrivò a lato delle labbra di Ginny e Ian l’asciugò con il pollice. “Tutto il tempo che vuoi, basta che mi lasci stare al tuo fianco.”.




Intervista all'autrice 


1. Come e quando è nata la storia narrata in "Ti guardo da quassù"? Cosa ti ha ispirata?
Mi chiamo Elena e la storia di "Ti guardo da quassù" è nata di notte! Un misto tra sogno e pensieri notturni che si è trasformato nella storia che racconto. Non so dire come si è sviluppata, so solo che quando ho messo nero su bianco la trama ho pensato: "È quella giusta!"

2. Cosa rappresenta la bellissima copertina? È in qualche modo legata alla trama?
La copertina è letteralmente la chiave del romanzo. Quei libri e quella collana sono due elementi importantissimi nella storia di Ginny e Ian.

3. Com'è nata la copertina del libro?
È nata dalla mente geniale della mia sorellina minore. Abbiamo scattato centinaia di foto e quando siamo arrivate a questa non avevamo dubbi che fosse perfetta per il romanzo che andava ad introdurre.

4. Ti ispiri a qualche scrittrice o ti piace avere uno stile tuo?
Mi piace pensare di avere uno stile tutto mio, qualcosa che segua il genere ma con qualche originalità che lo rende speciale.

5. Quali sono i tuoi rituali mentre scrivi?
Non ho un vero e proprio rituale ma ammetto che adoro scrivere finché ascolto musica, ogni melodia corrisponde ad un pezzo importante del romanzo.

6. Qual è la tua citazione famosa preferita?
Se puoi sognarlo, puoi farlo. W. Disney

7. Un libro che rileggeresti subito?
Harry Potter 

8. Hai altri progetti in programma?
Attualmente sto scrivendo il mio secondo romanzo che spero di pubblicare prima della fine dell'anno. Spero che l'ispirazione non mi abbandoni mai



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