Recensione: Cinderella

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Eccomi con una nuova recensione. Non avevo mai recensito una favola quindi vi confesso la mia emozione nel farlo con Cinderella.


Ho visto questo film in HD e caspita se merita. Le sue scenografie, opera di Dante Ferretti, sono straordinarie e ogni scena sembra quasi un dipinto (specialmente durante il racconto dell'infanzia di Ella).

I costumi sono incantevoli e fanno veramente sognare, tutto merito di Sandy Powell. Ogni abito è bellissimo nel dettaglio e davvero ben pensato per rappresentare al meglio il carattere dei personaggi al semplice guardarli. Per esempio la matrigna veste colori più scuri per sottolinea il suo lato cupo e tetro. Le due sorellastre invece sono più pacchiane nel vestirsi per rappresentare i loro caratteri frivoli, superficiali e vuoti. Ella e il principe invece vestono abiti di colori più chiari ed eleganti per evidenziare due persone belle dentro, solari e pure.

Lily James credo sia la Cenerentola che più mi ha convinto fin ad ora. Inizialmente il ruolo era stato offerto a Emma Watson la quale ha dovuto rifiutare per girare "La bella e la bestia". La matrigna è interpretata da Cate Blanchett. Cate è un'attrice bravissima che amo da tanti anni e che mi ha da subito conquistato nel film Bandits con il suo sguardo, da lì non me la sono più tolta dalla testa. Perché dico questo? Perché in questo film il suo sguardo è fondamentale: sa essere così tagliente ed espressivo da riuscire a trasmetterci la sua malvagità o la sua disperazione solo con gli occhi.
Di certo c'è che abbiamo in ogni caso attori belli, e resi belli. Sembrano lontani i tempi in cui la matrigna doveva avere da prassi il grosso neo al naso. Adesso lei è bella e le sue terribili figlie anche. Si punta maggiormente sulla bruttezza interiore, capace anche di celarsi dietro ad un bellissimo volto. Questo credo sia un messaggio importante che la Disney cerca di trasmettere.
Una cosa davvero simpatica è stata quella di intravedere Biancaneve e Belle al ballo. Ovviamente il principe Kit aveva invitato tutte le principesse del regno, e perché far mancare proprio loro? Assolutamente no. 
Come tutti credo sappiate, nella fiaba originale le scarpette sono dorate mentre in quella della Disney sono di cristallo. Nel film hanno scelto di crearle in vero cristallo di Swarovski, che, per quanto potesse essere bello e piccolo il piede di Lily, non le potevano di certo entrarle... ma hanno fatto una gran bella figura.
Una cosa che si può notare, in questo film che punta tantissimo sugli animi dei personaggi, è il totale disinteresse di Cenerentola nei confronti del principe in quanto tale. Infatti lei lo chiama semplicemente per nome, Kit, per dimostrare quanto lei vada oltre lo status del ragazzo. Un'altra cosa che possiamo amare è la totale considerazione che il principe ha della sua amata. Infatti quando si trova a fare l'annuncio della scarpetta non da per scontato la risposta di Ella dicendo "sono disposto a sposarla se lei vorrà" dando così un forte potere alla donna in quanto figura attiva.
Uno dei momenti che più mi sono piaciuti è quando lei dice al principe di essere una ragazza semplice e che lui l'avrebbe dovuta accettare per quello che è. E Kit le chiede di essere accettato anche lui allo stesso modo. Questo rappresenta ancora di più la parità che hanno voluto dare a questi due personaggi dallo status così diverso. I due innamorati si salvano reciprocamente, e così via anche all'immagine della "povera ragazza da salvare".
Un momento molto forte è alla fine quando Ella dice alla matrigna "ti perdono", frase che colpisce quella donna malvagia più dolorosamente di una coltellata.
Che dire? Un film per chi ama le favole ma ama anche l'evoluzione che esse stanno subendo con grandissimo successo.




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