Diritti civili: quando non sono un diritto?

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La nostra società per poter funzionare dispone a tutti noi dei diritti e dei doveri che stanno alla base della nostra sopravvivenza. Eppure c'è qualcosa che sembra non funzionare: alcuni diritti non ci vengono riconosciuti, anche quando non manchiamo mai ai nostri doveri. Parliamo di omosessualità: unioni gay giuste o sbagliate? I pro e i contro possono essere innumerevoli (quando qualcuno vuole impedirci di fare qualcosa potrà sempre trovare mille motivi per renderlo moralmente, scientificamente, socialmente e giuridicamente sbagliato) ma di fondo il punto è uno: tutti noi (uomini, donne, bambini, trans, etero, gay o lesbiche) abbiamo una cosa in comune in modo equo: il diritto alla felicità. La felicità di un omosessuale non può togliere la felicità a noi etero, non può far naufragare un Paese nel debito, non può portarci allo sgretolamento sociale.
Ricordiamoci che un omosessuale non è un politico corrotto, non collabora con la camorra, non vende pasticche ai vostri figli minorenni in qualche bagno di una discoteca, non uccide un padre di famiglia cercando di rubare gli incassi del suo piccolo tabaccaio. Sono queste le cose da cui dobbiamo tutelare la nostra bellissima Italia, e non da chi come noi vuole una vita con dei diritti e dei doveri, qualcuno che vuole solo essere tutelato e riconosciuto dalla società.
A proposito di questo, Alessadro Cechi Pavone parlando a Laura Tacconi (moglie del famoso calciatore) un po' di tempo fa le aveva chiesto durante un dibattito "Tu sei felice?", lei lo aveva guardato a bocca aperta, e lui aveva continuato dicendo "non puoi negare a me il diritto di esserlo".
Non voglio parlare di religione, di politica o di scienza (anche perchè come ha detto Rosita Celentano, forte sostenitrice dei diritti omosessuali, parlando della chiesa "da nessuna parte nella Bibbia è stato scritto che Dio non riconosce agli omosessuali i loro diritti", e nemmeno la costituzione italiana). Io voglio parlare di umanità perchè prima di essere politici, uomini di chiesa e scienziati... noi siamo essere umani e abbiamo il diritto a pari merito di essere trattati allo stesso modo.
L'Italia fa parte di quei pochissimi paesi europei, 4, che ancora non riconoscono le unioni tra omosessuali. Personalmente posso non appoggiare i matrimoni gay in chiesa ma non vedo motivo realmente serio e importante per impedire le unioni in comune tra due persone che si amano.
Se a tutti noi venissero riconosciuti i nostri diritti, anche la nostra società vivrebbe meglio perché la legge ci metterebbe tutti allo stesso livello... e forse ci sarebbero meno suicidi tra adolescenti omosessuali e meno violenza su persone che come unica colpa hanno quella di amare in modo diverso da noi. Un ragazzo di 30 anni non può essere malmenato alla fermata di un bus solo perché "diverso". Credetemi, in Italia ci sono tante ragioni per cui vergognarsi come individui, ma l'omosessualita' non è tra questi.




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1 commento:

  1. Io non sono contro nessuno, mi da però profondamente fastidio qualsiasi ostentazione a tutti i costi. Da qui nasce il problema di accettare o meno. Io accetto chiunque sia diverso, ma se poi una scelta di vita viene sbandierata senza un minimo di pudore, allora mi saltano i nervi. E' a questo punto che se uno non accetta certi atteggiamenti diventa agli occhi degli altri omofobo. Da mamma mi ha dato profondamente fastidio vedere due gay baciarsi a Italia's got talent (addirittura uno ha chiesto all'altro di sposarlo). Era in diretta e nessuno ha potuto fare o dire nulla. Ma io come spiego ai miei figli certi atteggiamenti? Non tutto è sempre lecito ma qui dalla ragione si passa al torto. E qui non parlo solo di gay (mi darebbe fastidio anche se fosse stata una coppia etero, perché certe cose le fai a casa tua). Ma non è solo questo: è accaduto a persone che conosco di essere importunati da un venditore ambulante di colore. Loro non volevano comprare nulla, quello insisteva. Al secondo rifiuto il venditore ha iniziato a inveire "razzisti!". E si sa che se ti accusano di dire certe cose partono denunce.Ecco che qui uno non può più dire nulla o pensare in un certo modo che passi dalla parte del torto. Personalmente non approvo le nozze gay, rispetto gli omosessuali che vivono la loro relazione senza ostentazione, ma come comuni coppie (mica io vado in giro a mostrare la fede che porto al dito o a urlare che sono etero!)... eppure mi vedo privata del mio diritto di pensiero e di parola perché ultimamente c'è solo una risposta: sei omofoba! In questo articolo si parla di diritti e io chiedo: dov'è il mio? Tornando all'ultima frase dell'articolo, che ci siano altre ragioni più gravi per cui vergognarsi, è un dato di fatto, purtroppo.

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