Recensione: The Shallows (Paradise Beach) - è un film Girl Power?

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Per decenni gli squali sono stati il soggetto perfetto per chi ha voluto creare pellicole colme di tensione e paura. Vedere l'essere umano che deve salvare se stesso (o l'intero villaggio come in Lo Squalo) da un pesce rappresentato sempre e perennemente come feroce, affamato di carne umana, intelligente tanto da portare rancore e cercare vendetta. The Shallows (o Paradise Beach) non fa eccezione a tutto ciò proponendoci l'ennesimo massacro nelle cristalline acque di una spiaggia del Messico. 
La protagonista si chiama Nancy  (Blake Lively) e si trova in vacanza in Messico. Appassionata di surf decide di recarsi nel luogo preferito di sua madre, spiaggia che frequentava anche durante la gravidanza. Intenta a superare la prematura morte della madre a causa di un cancro, la ragazza aveva lasciato, insieme alla facoltà di medicina (arrancando la scusa del "non si possono salvare tutti"), anche padre e sorellina per viaggiare. Trovare se stessa e accettare l'assenza della madre, questo lo scopo. 
Purtroppo in questa breve ma intensa vacanza dovrà fare i conti con un feroce squalo che la renderà prigioniera delle sue paure in mezzo alle acque, tra uno scoglio e l'altro.

La trama è abbastanza scontata: una bella ragazza fragile che si salverà con le sue sole forze. 
Lo squalo fa di lei la sua prima preda, ma grazie a prontezza, fortuna e sangue freddo (seppur ferita) la ragazza si ripara sulla carcassa galleggiante di una balena. Ma lo squalo non se ne dimenticherà per tutto il resto del film e, tra una vittima e l'altra, continuerà a desiderare la morbida e delicata coscia della Lively. Questo rende il pesce assai intelligente e vendicativo: più lei combatterà contro di lui e più lui la vorrà. Direi uno squalo umanizzato grazie al classico comportamento ossessivo... uno stalker tutto pinne. 
Infondo, diciamocelo, scegliere di mettere un'attrice come lei in un film in cui ogni centimetro del suo corpo (in costume per l'80% del film) è in mostra con primi piani strepitosi sia una mossa davvero furba. Non metto in dubbio la sua bravura recitativa, e qui di grinta ne ha tirata fuori davvero tanta, ma tutti sappiamo che è un'icona di stile e che la sua innata bellezza le ha regalato copertine e spot pubblicitari come se piovesse. Quindi non prendiamoci in giro. Le prove fisiche qui sono tante e Blake ha raccontato di non essere una sportiva. Per mesi, 13 ore al giorno, si è allenata duramente per poter girare questo film, impresa così ardua che persino lei temeva di non esserne in grado. Beh, i risultati si vedono e, davvero, complimenti per l'impegno. 

Ma torniamo al film. La parte più bella credo sia "l'amicizia" che Nancy stringe con un gabbiano dall'ala ferita che per gran parte del tempo resta accanto a lei sullo scoglio non potendo volare. La ragazza lo aiuta, credendo che per lei la fine sia vicina, sistemandogli l'ala e donandogli, così, una seconda possibilità (quella che non ha avuto la madre e che forse non avrà nemmeno lei).

Ci sono scene davvero colme di tensione e adrenalina, specialmente quando lei scappa dallo squalo. Mentre altre sono assolutamente inverosimili e eccessive, tanto da rendere la pellicola un film di fantascienza. 
Infondo non è facile girare un film con un solo attore per il 90% del tempo e in un ambiente "povero" come il mar aperto. Vi ricordate il film Open Water? Ecco, The Shallows è decisamente meno angoscioso. 

Ma il punto è: può essere definito un film Girl Power? Direi di sì poiché la protagonista, pur cercando aiuto, si salva da sola e, prima ancora, cerca di salvare un ragazzo tentando di farlo salire sul suo stesso scoglio. Ha momenti di paura e demoralizzazione ma resta sempre vigile e pronta a cercare una via di fuga. Dimostra altruismo anche quando lei stessa è quella ferita e in pericolo. Capacità e intelligenza nel suo mestiere, cosa che l'allontana da personaggi femminili totalmente limitati e dipendenti da una figura maschile. L'unica pecca, anche se qui si potrà dire "data la location era inevitabile", è che si è puntato ancora una volta sulla bellezza che vende bene. Ci sono più e più riprese fatte con l'unico scopo di mostrare il bellissimo sedere della Lively, nonché il seno. Non fraintendete: amo vedere una bella donna in un film, ma non amo che tale bellezza venga strumentalizzata (per vendere o, semplicemente, perché è una bella donna e bisogna esibirla). Avrebbero mai messo un'altra attrice in quella circostanza e con quel costume se fosse stata una ragazza con i fianchi un po' larghi e il seno piccolo? Non credo. Qui la bellezza fa da protagonista alla pari con lo squalo. Questo per l'ennesima volta lancia il messaggio che se non sei quel tipo di bellezza, alcune cose non le puoi proprio fare. Ecco perché, da 1 a 10 sulla scala del Girl Power, gli do un 6,5.



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