Recensione: Friend Request - I social danno e tolgono

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Da quando i social sono entrati a far parte della vita quotidiana di tutti noi tutto sembra essere cambiato: possiamo conoscere persone di tutto il mondo, ritrovare amici o parenti che abitano lontano, condividere pensieri con foto e video allegati, leggere notizie (più o meno false), aggiungere ed eliminare chiunque dai nostri "amici" con un click, promuovere la nostra attività e trovare nuovi clienti o seguaci. Se non sei mai stato "famoso" nei lunghi anni scolastici, puoi sentirti qualcuno sui social, puoi colmare i tuoi vuoti e illuderti di credere che importi davvero a qualcuno. Più like ottieni e più la tua soddisfazione e la tua autostima crescono nutriti da un sistema di 0 e 1.
Ma il social dà e il social toglie. Se da un lato puoi sentirti interessante (o fingere di esserlo) attirando a te più persone possibili, dall'altro puoi perdere totalmente interesse per la realtà che, a un certo punto, sembrerà troppo noiosa e solitaria in confronto alle centinaia di bacheche che puoi spulciare su Facebook ovunque tu sia. Ecco come ci si isola per ore e come spesso si preferisce stare a tavola con amici e parenti leggendo FB invece che interagire con loro in carne ed ossa.
Questo film usa proprio i social e la solitudine come mix perfetto per creare un unico grande punto forte intorno al quale strutturare un film horror perfettamente riuscito. In genere questi horror che credono di spaventare usando i social semplicemente perché è di moda, non li reputo degni nemmeno di un 3/10 (pensate a Unfriended), eppure, Friend Request l'ho dovuto davvero promuovere con un 7,5/10. Sono partita un po' scettica visti i precedenti film che hanno percorso questa strada ma in pochi minuti mi sono ricreduta. La storia racconta di Laura, una popolare studentessa del college. È bella, fidanzata, amata dagli amici, ha una famiglia perfetta, punta a diventare psicologa e condivide passo dopo passo tutta la sua vita su Facebook. Più di 800 followers le fanno compagnia ogni giorno./div> Notata una ragazza molta solitaria e un po' "strana" che segue il suo stesso corso, Laura decide di scambiarci due parole e accettare innocentemente la sua richiesta di amicizia. La solitaria Ma Rina comincia però a diventare sempre più morbosa nei confronti di Laura: le riempie la bacheca di post, la tartassa in chat senza attendere alcuna risposta e si autoinvita alla sua festa di compleanno. Quando Laura, stanca di sentirsi perseguitata, toglie la ragazza dai suoi amici scatena tutta l'ira di quest'ultima che si impicca e si da fuoco davanti al suo stesso pc. Il video della sua morte viene Connor Paolo (famoso soprattutto per i ruoli in Gossip Girl e Revenge), William Peter Moseley (famoso grazie al suo ruolo nella saga de Le cronache di Narnia) e Brit Morgan (tra i vari ruoli ci sono quelli in True Blood e The Middleman). Questo film mi è piaciuto specialmente per come ha voluto rappresentare la solitudine, dandole un volto di terrore che spesso non si vuole guardare nascondendosi dietro a uno schermo creando una vita alternativa sui social. Credo che abbia un messaggio importante al suo interno e ha scelto uno strumento efficace per trasmetterlo ai giovani. Resta da chiedersi: loro lo capiranno?
postato sulla bacheca di Laura, la quale viene immediatamente accusata da tutti. Scioccata dall'accaduto la ragazza cerca di eliminare il video o il suo stesso account, senza riuscirci, e subendo nel contempo le pressioni dalla polizia che, però, non interviene in alcun modo per forzare il sistema di rimozione. Laura capisce di avere a che fare con una forza più grande di quanto potesse credere quando i suoi più cari amici cominciano a morire in modi sempre più brutti e i suoi followers l'abbandonano quando i filmati di ogni morte cominciano a comparire sulla sua bacheca. Lo spirito di Ma Rina vuole far capire alla ragazza cosa significhi essere davvero soli. Non vi voglio spoilerare i vari risvolti quindi non vi racconto di più. Tra i vari attori troviamo volti noti come
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