Intervista: Chiara Iezzi - Storia di una solista

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Non conoscerla è impossibile, anche se il suo nome non è accompagnato da quello della sorella. Chiara Iezzi, dopo un debutto con il suo singolo da solista Nothing at all, con cui ha avuto molto successo, nel caso che qualcuno ci avesse scommesso sottovalutando il fatto che queste due giovani donne potessero farcela anche per conto proprio.

Tra mille impegni si racconta concedendomi un'intervista bellissima. Ci tengo a graziare di cuore Chiara per la sua disponibilità visti i suoi numero impegni di lavoro. 

Tu e Paola avete iniziato la vostra carriera da giovanissime, qual è il ricordo più emozionante di quel periodo? 
Ne ho tantissimi. Ricordo che eravamo sempre impegnate a scrivere canzoni, rinunciavamo a serate con amici e vacanze, quando poi siamo riuscite ad ottenere il primo contratto discografico. Fu un'emozione grandissima, avevamo lavorato molto per quel risultato. 

Il vostro successo è stato quasi immediato e in poco tempo i vostri nomi erano sulla bocca di tutti i giovani mentre tutte le radio trasmettevano i vostri pezzi; qual'è il segreto per non essere travolte da questo successo, e quindi di non restarne vittime? 
Se si è dei sognatori ma si tengono sempre ben presente realtà e voglia di migliorare, ci si può godere meglio il successo senza rischiare di soffrire troppo. Anche se, ti dico la verità, l'insuccesso che prima o poi arriva, ti insegna e ti fa crescere molto. Avere successo da un punto di vista più ampio è, per quella che è la mia esperienza, sapersi rialzare con grinta dopo un flop. Ti dà la spinta e la motivazione ad avere più successo di prima. Con Vamos per esempio, abbiamo raggiunto i primi posti delle classifiche italiane e internazionali, ma il cd precedente (Giornata Storica) fu un insuccesso fondamentale. Doloroso, ma utile per tornare a vincere. Diventare qualcosa che non ero. Quando si inizia per la prima volta, Il rischio è l'identificazione con la propria immagine pubblica e cercare di portarla nella normalità. A me questo non è mai successo. Sono sempre stata in grado di osservarmi dal di fuori e questo mi ha sempre tenuta coi piedi per terra. A volte quel momento di successo può dare l'idea che sia la tua nuova realtà, e in parte lo è. Ma bisogna capire che è temporanea. Personalmente la popolarità non mi ha mai cambiata. Solo a volte si rischia di restare troppo da soli, per paura di essere sempre osservati e giudicati. Ora di questo aspetto mi importa più niente. 

Adesso che sono passati più 17 anni, come ti senti? Alla fama ci si abitua? 
La musica è un veicolo straordinario, che mi fa sentire sempre viva e nuova. Della fama in sé per sé non m'importa, esiste per diretta conseguenza. La cosa bella è riuscire a fare qualcosa artisticamente, lasciare un segno con il proprio stile. La fama comunque è un ottimo strumento. Più sei popolare, più riesci a trasmettere quello che hai da dire a più persone, condividere pensieri e magari costruire qualcosa che vale la pena ricordare. Pensa soltanto quanto un concerto può unire le persone. Una delle cose che amo di più è quando qualcuno mi scrive o ci dice che grazie ad alcune canzoni è uscito da una crisi o si è innamorato. Dopo 13 anni mi sento benissimo. Alla fine ciò che rende felice un artista è sentire la gente cantare una canzone che ha scritto. Abbiamo avuto la fortuna di scrivere canzoni, molte delle quali sono diventate hits da superclassifica.

Ti è mai pesato collaborare con Paola per tanti anni?
Il lavoro condiviso con mia sorella è stato ed è tutt'ora una delle cose più preziose che abbia mai vissuto. La musica sia per me che per lei è terapeutica, grazie ad essa abbiamo fatto molti cambiamenti e siamo cresciute molto come persone e artiste. Possono esserci momenti anche di forte disaccordo, ma abbiamo sempre messo al primo posto la voglia di costruire qualcosa.

Come hai fatto a toglierti l'etichetta di sorella di Paola? Alcuni ci riescono, vedi Robbie Williams (ex Take That); altri invece purtroppo rimangono etichettati (o come gli attori, prigionieri dei propri ruoli).
Avevo questa etichetta? Non sapevo. Siamo sempre state due soliste che amano lavorare insieme. La gente ci associa perché è normale, ma ha compreso che siamo anche due persone indipendenti. In questo è stato utile il progetto solista.

Come si capisce quando è meglio continuare da soli?
Nel 2007 ho per la prima volta deciso di fare un progetto solista. Sentivo che era il momento, che era giusto cambiare. Il coraggio è stato premiato e il brano Nothing at all è andato al n 2 della chart dei singoli più venduti in italia. Dopo la mia esperienza anche Paola si è messa alla prova riscuotendo molto successo con il brano Alone. Questo ha ridato nuova linfa al progetto insieme. Ma non ci siamo mai separate. Ci siamo prese solo la libertà di fare musica da sole, perché siamo perfettamente in grado di farlo, tuttavia amiamo molto lavorare insieme e infatti abbiamo terminato da poco di scrivere i pezzi nuovi del cd che uscirà tra qualche mese.

Il vostro rapporto ne ha mai risentito?
Più che altro ne ha giovato. Ci aiutiamo molto. Crescere e autonomizzarsi è un sogno tanto mio quanto suo. È fondamentale nella vita. La condivisione tra noi oggi non è un bisogno di appoggiarsi a qualcuno e non è una dipendenza. Ognuno deve dare il massimo e sapere di essere in grado di stare in piedi anche da solo. Questo era ciò che avevo in mente quando ho affrontato per la prima volta il progetto solista. Amo l'evoluzione e le persone adulte che affrontano sfide e responsabilità. Non dico che è stato facile. Ogni equilibrio è stato conquistato con molta fatica,dolore e sudore. I cambiamenti veri costano ma poi ti premiano.

Qual'è il tuo artista preferito, qualcuno a cui ti ispiri?
Ammiro molti artisti sia nell'ambito rock che pop. Ma ascolto di tutto. Ultimamente mi piacciono Florence and the Machine, Lady Gaga, Black Eyed Peas, ma sto riascoltando anche i Nirvana ed Evanescence, le colonne sonore di Hans Zimmer, una raccolta di Bobby Womack. Ho sempre amato Madonna, Jackson, Queen, Paul Weller, Moroder. Mi piacciono anche cose molto alternative, non mi basterebbe questa pagina per elencarle. La lista è lunga!

L'essere famosa ti ha mai fatto sentire sola? L'hai mai vissuta come una limitazione?
Spesso si, ma nel passato. Ero immatura. La notorietà è uno strumento potente e da usare con attenzione, ma straordinario. Sono contenta comunque di essere diventata nota al pubblico per il mio impegno come artista e non per altre ragioni.

E' difficile farsi notare nel mondo dello spettacolo? Una ragazza, o un ragazzo, che vuole intraprendere una carriera da cantante cosa dovrebbe sapere e quali sono i tre passi fondamentali da fare per non passare inosservato dalle case discografiche?
Oggi sembrano essere i talent show il veicolo più veloce. Ed è la parola veloce che mi preoccupa. Dai talent escono artisti di talento che rimangono,ma la maggior parte non riescono a superare un anno. Detto questo penso che se un'artista ha qualcosa da dire può anche seguire un percorso alternativo. Dipende da diversi fattori.

Quant'è cambiata la musica dagli anni '90 ad adesso? Credi che la musica abbia perso qualcosa? Che la VERA musica era quella che noi (io, te, e tutti i nostri coetanei) ascoltavamo una decina d'anni fa?
No, non lo penso. Non sono una nostalgica. Non amo questo genere di sensazioni. Mi piace vivere il mio tempo. Studio il passato per passione ma non mi sento ancorata ad esso musicalmente parlando, come in nessun altro senso. Penso sempre al futuro. Ogni epoca ha le sue cose da dire. Questi sono anni di transizione, che porteranno a qualcosa. Questa generazione ha la fortuna di essere dentro il procedimento creativo che è in atto adesso. Unica cosa che mi spaventa è la passività e la faciloneria che a volte vedo in giro. Bisogna dare tutti di più.

In tv sempre di più si vedono persone che, per un motivo o per l'altro, vengono chiamate VIP senza aver mai fatto niente. Cosa ne pensi? Secondo te, al giorno d'oggi, diventare dei personaggi dello spettacolo è più facile rispetto ad una volta?
Capisco cosa vuoi dire, tuttavia non mi va di puntare il dito e non mi sento di giudicare. So soltanto che tutto ciò che si conquista facilmente si rischia di perderlo, contrariamente a quello che si persegue con fatica.

Alcuni dicono che al giorno d'oggi bellezza equivale a fama facile. Cosa ne pensi? 
A parere mio la bellezza è un mix di tante cose e non è un concetto assoluto. Senza grinta e contenuto, può annoiare. Molti belli del cinema e dello spettacolo spesso si lamentano del fatto che la bellezza è spesso un'ostacolo, per via della credibilità. Dipende sempre dai punti di vista e dipende come la si usa la bellezza. Ci sono molti belli che ce l'hanno fatta senza soffrirne e premiati dalla critica. Molto dipende dalla lente con cui guardi te stesso e ti proponi. Se hai emozioni da trasmettere, ce la puoi fare anche se non sei classicamente bello. Conta molto quanto credi in te stesso. Ma non giudico la bellezza, è un dono che viene regalato dalla vita e bisogna apprezzarlo. Secondo me una persona è davvero bella quando ha capito cosa vuole veramente.

Su di te si può leggere che segui la Kabbalah, come ti ci sei avvicinata? E, per chi non lo sapesse, in cosa consiste?
Mi sono avvicinata casualmente 4 anni fa grazie all'email di un amico. È una tecnica di autocorrezione attraverso principi spirituali. E' utile a chi vuole cambiare alcune cose di sé e migliorare il proprio potenziale. Approfitto per segnalare un sito dove ci sono alcune informazioni. www.kabbalahcentre.it.

Tu e Paola avete osato tanto qualche anno fa girando un provocante video della canzone Kamasutra. Parlando di sesso, cosa ne pensi dell'approccio al sesso che hanno i giovani al giorno d'oggi? Pensi che abbattere il muro di finta pudicità sia meglio?
Non mi è capitato ultimamente di interrogarmi su come vivono la sessualità oggi i giovani. Ne approfitterò per informarmi. Comunque penso che nel sesso come in altri ambiti, la cosa migliore sia viverlo senza ossessioni e dipendenze. Crescere imparando ad esprimere le proprie emozioni con naturalezza è secondo me una delle cose più belle da vivere per una persona, ma sempre con un occhio di riguardo nel proteggersi da qualsiasi genere di abuso, inganno, ingenuità. Oggi c'è Internet e Google per informarsi, ci sono forum, consigli ovunque. I ragazzi possono usare tutto questo e non è poco. Bisogna tenere gli occhi sempre aperti.

Sul mio blog parlo spesso del potere alle donne, del diritto di essere o non essere madri per libera scelta: cosa ne pensi? E che mamma vorresti essere?
Come madre vorrei trasmettere amore e fiducia. Vorrei essere una madre che ha il coraggio di lasciar andare un figlio quando è ora, perché possa essere sempre forte e responsabile ovunque vada.
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